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Straordinaria Hardware:
1 set friends, 1 set TCUs, 12 rinvii, 2 corde da 60 metri.
1° tiro:
Partenza dura e con protezioni da integrare (friends piccoli).Poi muro tecnico con prese da lavorare bene con le dita
2° tiro:
Una delle placche piu' belle del monte Bianco. Arrampicata tecnica entusiasmante con un ristabilimento in traverso molto tecnico.
3° tiro:
Bella arrampicata su muro. Da non sottovalutare la partenza dalla sosta.
5° tiro:
Placca poco interessante.
6° tiro:
Tetto con ristabilimento complicato.
7° tiro:
Ancora un tetto con ristabilimento leggermente piu' difficile del precedente e poi arrampicata facile fino all'ultima sosta.
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Madre Terra Hardware:
5 beaks, 5 KBs, 8 LAs, 8 Corner vari, 5 Sawed-off, 2 heads medi, 1 set friends, 2 set TCUs, 1 set nuts, hooks Cassin 2 di ognuno, 8 rivet hanger, 6 piastrine spit 8mm.
Sul sito di Matteo Giglio c'e' il video di
Madre Terra
1° tiro:
Il tiro chiave. Lungo e un po' da ricercare. Allungare bene le protezioni per evitare l'attrito della corda. Qualche passo su hook e beaks.
2° e parte del 3° tiro:
Seguendo la classica via Bertone. Grande tetto molto strapiombante che si sale con molti chiodi a pressione.
3° tiro:
Per arrivare in sosta salire un muretto di calcare azzurro con arrampicata artificiale un po' delicata e possibile brutta caduta contro la faccia del diedro sottostante.
4° tiro:
Misto libera e artificiale. Sicuramente si puo' fare tutto in libera ma anche in artificiale risulta essere divertente.
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Flagrant Delire Stupenda via di artificale sulla rossa parete di granito del Gran Capucin (3840 mt).
Aperta da J.M. Boivin e M. Piola nel 1983 e ripetuta per la prima volta 6 anni dopo dal sottoscritto e Andrea Ciola.
E' una via di artificiale classico e anche moderno. Ci sono alcuni passaggi molto piacevoli e alcuni leggermente pericolosi. Nel complesso però risulta essere una gran via, da assaporare completamente anche solo per il fatto di essere immersi in un ambiente di alta montagna.
Hardware:
7 Las, 7 KBs, 7 Corner, 2 set Friends fino al n°4, 2 set nuts, 2 set micronuts, 2 hooks standard e grandi Cassin.
Beta:
1°-3° tiro:
Arrampicata classica in un diedro un po' tetro e spesso bagnato; non molto interessante.
5°-6° tiro:
Parete aperta da dove partono molte vie. Hai piu' possibilita' di salita; lungo la via originale un po' difficile da trovare, lungo Voyage e lungo la Lecco. Tutte arrivano all’inizio del diedro obliquo di 6B di Voyage (7° tiro) che sali con arrampicata non banale fino alla sosta. Da qui parti su dritto per il tiro chiave di Flagrant (8° tiro).
8° tiro:
E' il tiro chiave della via. La partenza per andare a prendere lo spit che vedi in alto e' abbastanza difficile. Segue una scaglia-rampa da salire in libera (5+) che ti porta all’inizio del tratto difficile. Due spit molto brutti (originali della via) ma che mi hanno salvato la pellaccia in due luuunghi voli sono le uniche protezioni che avrai per i passaggi su hooks che ti aspettano. Dopo l’ultimo spit una buona scaglietta ti portera' circa 10 metri a destra (nessuna possibilita' di mettere protezioni) (qui adesso sembra ci siano degli spit in piu' , non li ho messi io e ho le foto che lo confermano).
Alla fine di questa scaglietta posiziona un hook e facci un pendolo sopra per andare a prendere una fessura dai bordi svasati (6A) che ti porta ad una piccola cengia sulla quale puoi dormire la notte.
9°-10° tiro:
Tiri molto difficili da trovare soprattutto il 10°. Aguzza l’occhio e l’ingegno. Passaggi su hooks protetti da alcuni chiodi e spit brutti. In questo tratto di parete Flagrante incrocia la via “ De fil en Aiguille ” quindi non farti ingannare.
11° tiro:
Comincia pure ad urlare perche' questo tiro e' uno di quelli che ti rimarranno per sempre impressi nella mente (vedi la foto). Un’onda perfetta di granito rosso solcata da un’esile fessurina ben proteggibile con KBs, LAs e micronuts. Una arrampicata di soddisfazione in un ambiente unico nel suo genere.
12° tiro:
Traverso facile in libera e poi diedro con grossa fessura dal bordo arrotondato con roccia un po' sabbiosa. Arrampicata un po' scomoda.
13°-14° tiro:
Per niente banali. Tiri in comune con l’uscita di Voyage. Per la cima continuare con difficolta' di 3° e 4° grado.
Discesa in doppia con corde da 50 metri lungo la via “L’echo des alpages” (esposto), oppure lungo la via “ O sole mio ”; in entrambe le discese le soste sono buone.
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Divine Providence Il 2-3 agosto 1992 io, legato con Giovanni e Pierino, e Marcello legato con Luciano abbiamo compiuto la prima ripetizione Italiana e quinta assoluta di questa via che rimane tutt'oggi una delle salite più belle e rispettate di tutto il Monte Bianco.
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Avvicinamento:
Raggiungere il bivacco della Fourche e da qui il col Moore. Dal Col Moore scendere come si può ed eventualmente con delle corde doppie per circa 100 metri fino al ghiacciaio. Arrivati a questo punto siete sotto una frana incombente e quindi lasciate al più presto questa zona avvicinandovi alla base del Pilier d’Angle (5-7 ore dal Rifugio Torino). Questo avvicinamento rimane comunque una incognita molto pericolosa a causa di questo smottamento dietro al col Moore e va affrontato quando questa zona é in buone condizioni (ghiacciata e freddo) pianificando bene l’orario di attraversamento.
L’attacco della via me lo ricordo su una fessura in mezzo ad una placca di granito grigio, dopo aver risalito un piccolo pendio di neve (noi lo scegliemmo perché ci sembrò il più logico). Si inizia quindi a risalire questa grossa rampa placcosa, che ad un certo punto si raddrizza (lo si vede anche in una foto) diventando un po’ più difficile (6A). Poi si spiana di nuovo e si continua sempre su questa rampa, seguendo una linea logica di salita spostandosi alcune volte a sinistra o a destra e ricercando sempre il passaggio più facile. Si arriva così alla base del grande scudo rosso e si incrocia il mega fessurone della via Bonatti che sale in obliquo verso destra (fino a qui circa 400 metri di 4C/6A).
I tiri sullo scudo
1° tiro: 6B ; attaccare su un muro con una fessura larga per niente banale e anzi un po’ faticosa terminando in un diedro inclinato. Mi ricordo poche possibilità di proteggersi.
2° tiro: 5C ; non me lo ricordo molto bene, comunque salire dritti verso alcune cenge su una delle quali farete il bivacco (a meno che non tentiate la salita in giornata). La parete qui é molto rotta e un po’ inclinata.
3° tiro: 6B ; Camino largo non banale con corrente d’aria fresca al suo interno.
4° tiro: 7A+ ; Tiro molto impegnativo e obbligatorio. Nel 1994, su questo tiro fu piantato l’unico spit della via e ora il passaggio é un po’ meno pauroso.
5° tiro: 6B ; Si entra nel grosso diedrone visibile anche dal fondo valle. Il primo tiro é molto bello e ben proteggibile.
6° tiro: 7B o A1 ; Partenza con una bella dulfer e poi a sinistra su muro vago con appigli strani e protezioni non bellissime. Di diffcile impostazione.
7° tiro: 7C o A1 ; Tiro strapiombante non difficile se fatto in artificiale, ma molto faticoso se tentato in libera. Ambiente, roccia e arrampicata entusiasmanti.
8/9/10° tiro: 5C,6A,6B ; Fuori dal diedro la difficoltà si abbattono. Si vede in alto un grosso tetto che bisogna poi salire. Arrampicate su muro di granito rosso che vi porterà alla base del tetto spostati un po’ a sinistra rispetto al tetto stesso.
11° tiro: 7B+ o A1 ; Tetto magnifico ed estetico ma spesso bagnato.Traversare verso destra e raggiungere la fessura che vi porterà fuori dal bordo su un muro verticale. Qualche chiodo in posto e protezioni piccole come TCUs da mettere.
12° tiro: 6A ; Breve passaggio per raggiungere la placca inclinata che segna la fine delle difficoltà.
Da qui salire per queste placche inclinate verso la parete nord con arrampicata non banale (5A), per circa 100 metri, dopodiché inizia il tratto di misto insidioso su roccia marcia che vi porterà sulla cima del Pilier d’Angle, e alla base del Couloir de Peuterey. Da qui risalire il couloir fino al Monte Bianco di Courmayeur e da questo verso la cima del Monte Bianco.
Nel 1992 all'epoca della nostra ripetizione, non abbiamo trovato nemmeno una sosta gia fatta e ce le siamo dovute inventare tutte a base di nuts e friends.
Lungo tutta la via abbiamo trovato solamente un nuts incastrato sul tiro di 7C del diedro e un chiodo nel tetto di 7B+.Questo si che é andare in montagna!!!
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Ma Dalton
Quando ti sentirai forte, quando ti sentirai un prode eroe dell'arrampicata in fessura allora e solo allora questa via farà per te.
A parte gli scherzi questa short-climb é una delle poche vie del Monte Bianco dove troverai tutte o quasi le misure di fessura e scalerai su difficoltà elevate che toccano il 7C. La roccia é perfetta, l'ambiente é piacevole; aspetta una calda giornata di sole e Ma Dalton sarà tua.
Aperta da M.Piola e G. Hopfgartner nel lontano 1984 in una delle loro solite giornate geniali é stata salita in libera per la prima volta pochi anni dopo da T.Renault e se non mi sbaglio non si hanno ancora oggi notizie su eventuali on-sight.
Avviso agli amatori!!
Hardware:
2 set friends fino al n°3 più un n°4, 2 set TCUs, 1 set Nuts, 1 set micronuts, 12 rinvii, corde da 60 metri (consigliato), caschetto.
Beta.
1° tiro: L’attacco varia a seconda dell’innevamento. Prendere un diedrino rampa che sale verso sinistra e continuare su placca fessurata.
2° tiro: Continua verso destra salendo verso la radice del grande tetto sopra di te ma fai sosta 4-5 metri prima, alla base di una fessura che ti porterà ad attaccare il tetto.
3° tiro: Inizia per una fessurina verticale che in breve di porta all’attacco della fessura orizzontale. Gli incastri di pugno sono molto sfuggenti e bisogna introdurre tutto l’avambraccio per trovare i piazzamenti giusti. Ti consiglio di scalare con un pile a maniche lunghe per evitare escoriazioni alle braccia e di fasciarti le mani. Dopo una partenza in opposizione mani-piedi orizzontale ti verrà naturale incastrare un piede in fessura. L’uscita é il passaggio chiave; prendi un buon appiglio ma il piede sinistro che appoggi sopra il bordo é in aderenza e non puoi farci molto affidamento mentre per per andare a prendere l’appiglio seguente blocca deciso perché il passaggio é obbligatorio.
VEDI FOTO
4°e 5° tiro: Arrampicata su placca fessurata un po’ da ricercare. Inizi salendo dritto e poi obliquando leggermente vai verso destra mirando la base del diedro che vedi in alto.
6° tiro: Diedro perfetto con fessura che da mano diventa off-width. Arrampicata stupenda ed emozionante. L’uscita é il passaggio chiave; qui la fessura diventa larga e dal bordo arrotondato mentre i piedi sono in aderenza. Prendi fiato sotto e poi parti deciso; ce la puoi fare.
Per arrivare in vetta continua salendo verso destra con arrampicata di 5° grado fino a congiugerti con la Rebuffat, oppure appena più a destra sali con la via “Ballade pour Aurélia” che con tre bei tiri in placca di 6B+ ti porta sul punto più alto della parete. Da qui scendi in doppia rifacendo esattamente la via di salita.
Enjoy!
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Aiguille du Dru Nuova Big Wall tracciata da Jean Christophe Lafaille su questa meravigliosa e immensa guglia di granito.
Aperta in solitaria all'inizio di Febbraio 2001 in 10 giorni di arrampicata.
22 tiri di corda alcuni dei quali di 60 metri con difficoltà (VI 5+ A5 M7).
Hardware
materiale classico da Big Wall:
portaledge con tendina, staffe, martello, chiodi (Corner, KBs, LAs), copperheads,hooks vari di cui alcuni piccoli e a punta(Cassin,Lepper,BD), molti birdbeaks, KBs corti e Rurps, friends con almeno due n°4, nuts,due corde dinamiche da 60 metri.
La sequenza dei tiri:
5+/A2/A2/A2/A2/M2/M3/M7/A2/A5 tiro chiave/A3/A4/A1/A4/A4/A1 pendolo/A4/5+/A1
/A1/A4+/A2/uscita per la parete Nord fino alla Spalla/ doppie lungo la normale.
I punti rosa simboleggiano i bivacchi compiuti.
Informazioni e foto di Jean Christophe Lafaille
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