< >DIARIO SALITA
04 Oct 2001
29 Sept 2001
30 Sept 2001
01 Oct 2001
02 Oct 2001
03 Oct 2001
05 Oct 2001
06 Oct 2001
07 Oct 2001
08 Oct 2001
09 Oct 2001
11 Oct 2001
12 Oct 2001
13 Oct 2001
14 Oct 2001
15 Oct 2001
16 Oct 2001
17 Oct 2001
18 Oct 2001
19 Oct 2001
20 Oct 2001
21 oct 2001
22 oct 2001
23 oct 2001
24 oct 2001
25 oct 2001
26 oct 2001
27 oct 2001

04 Oct 2001 ore 19.00

Click for zoom 29286 BytesSiamo ormai sull'oceano Atlantico sparati a 900 km/ora verso gli USA. Oggi negli aeroporti di Torino e Parigi abbiamo dovuto combattere la nostra piccola guerra contro la vigilanza che controlla i bagagli. Personalmente, tra me e Marco, io sono quello che é stato tartassato di più. Continui controlli sui bagagli e ai passaporti.
A Torino siamo dovuti scendere di persona e scortati da un'addetto dell'aeroporto, allo smistamento valigie perché non riuscivano a capire cosa fossero tutte le ferraglie che il radar aveva captato nel mio saccone.
Dopo averlo svuotato la polizia me l'ha fatto riempire di nuovo: non vi dico i gesti che ho fatto davanti a tutti per compattare di nuovo tutta l'attrezzatura (saltavo come un camoscio dentro al saccone). Ah, notare che il secondo saccone che ho con me é anche lui pieno di ferraglie come quello incriminato, ma quello invece andava bene!!!
Per questo inconvenienre abbiamo dovuto fare due volte il controllo sicurezza: anche in questo caso,la prima volta il mio bagaglio a mano andava bene mentre la seconda non più; (badate bene, mi sono presentato sempre allo stesso operatore radar!!!).
A Parigi, il controllo sicurezza sui bagagli invece é passato liscio come l'olio (il metal-detector però ha suonato senza motivo; e ti pareva!), ma al momento dell'imbarco quello del chek-in mi ha bloccato adducendo che avevo un passaporto falso. Non ci potevo credere; alché lo 007 dell'imbarco chiama un'armadio dalla pelle nera che mi si presenta in Italiano e mi chiede se questo é il mio passaporto; e penso: certo che no, io sono un terrorista e voglio dirottare l'aereo; ma questi qui, ci fanno o ci sono? certo che é il mio passaporto; sentendomi parlare Italiano sbarra gli occhi e mi risponde; ah! Ok scusa, allora puoi andare.
Cosaaa! Ma che cavolo di risposta mi ha dato. E questo sarebbe un serio controllo sulla sicurezza dell'aereo? Basta, non ne posso gia più: una risposta del genere mi distrugge psicologicamente. Salgo finalmente sul quel benedetto Jumbo 747 che ora mi sta portando in America e ordino del vino rosso che mi viene portato in una bottiglia di VETRO con un bicchiere di VETRO!! (scusate, ma se io rompo il vetro non posso creare un'arma?). Con la certezza ormai assoluta di vivere in una società di pressapochisti pazzi furiosi, mi raccolgo in posizione fetale sul mio posto in classe economica e sogno di essere sulla luna.

Ora rimane l'arrivo all'aeroporto di S. Francisco; anche lì penso, vedremo l'impossibile.
E invece no. Tutto va che é una meraviglia. Siamo molto più tesi noi in Europa di loro che hanno subito un attacco. Tom come sempre é ad aspettarci fuori e assieme a lui ci facciamo strada tra la gente che blocca l'uscita. Facciamo il Golden Gate (si vede nel video) e in mezzo ad un traffico incasinato Tom da il meglio di se stesso schivando le macchine all'ultimo momento e cambiando corsia in maniera selvaggia (ha la macchina nuova e ci tiene a fare bella figura).
Ora siamo a casa sua a San Rafael e dopo tutto stò caos di giornata, ci rilassiamo davanti ad un buon bicchiere di vino rosso "Torrette" che ho portato dall'Italia.


[Le Foto] [I Video]

Dati aggionrnati a cura di:
Powered by MBTLC


copyright © Valerio Folco
Powered By: phpSite