Siamo ormai sull'oceano Atlantico sparati a 900 km/ora verso gli USA.
Oggi negli aeroporti di Torino e Parigi abbiamo dovuto combattere la nostra
piccola guerra contro la vigilanza che controlla i bagagli. Personalmente, tra
me e Marco, io sono quello che é stato tartassato di più.
Continui controlli sui bagagli e ai passaporti.
A Torino siamo dovuti scendere di persona e scortati da un'addetto
dell'aeroporto, allo smistamento valigie perché non riuscivano a capire
cosa fossero tutte le ferraglie che il radar aveva captato nel mio saccone.
Dopo averlo svuotato la polizia me l'ha fatto riempire di nuovo: non vi dico i
gesti che ho fatto davanti a tutti per compattare di nuovo tutta l'attrezzatura
(saltavo come un camoscio dentro al saccone). Ah, notare che il secondo
saccone che ho con me é anche lui pieno di ferraglie come quello incriminato,
ma quello invece andava bene!!!
Per questo inconvenienre abbiamo dovuto fare due volte il controllo sicurezza:
anche in questo caso,la prima volta il mio bagaglio a mano andava bene mentre
la seconda non più; (badate bene, mi sono presentato sempre allo stesso
operatore radar!!!).
A Parigi, il controllo sicurezza sui bagagli invece é passato liscio come
l'olio (il metal-detector però ha suonato senza motivo; e ti pareva!),
ma al momento dell'imbarco quello del chek-in mi ha bloccato adducendo
che avevo un passaporto falso. Non ci potevo credere; alché lo 007
dell'imbarco chiama un'armadio dalla pelle nera che mi si presenta in
Italiano e mi chiede se questo é il mio passaporto; e penso: certo che no,
io sono un terrorista e voglio dirottare l'aereo; ma questi qui, ci fanno o
ci sono? certo che é il mio passaporto; sentendomi parlare Italiano sbarra
gli occhi e mi risponde; ah! Ok scusa, allora puoi andare.
Cosaaa! Ma che cavolo di risposta mi ha dato. E questo sarebbe un serio
controllo sulla sicurezza dell'aereo? Basta, non ne posso gia più: una
risposta del genere mi distrugge psicologicamente. Salgo finalmente sul quel
benedetto Jumbo 747 che ora mi sta portando in America e ordino del vino
rosso che mi viene portato in una bottiglia di VETRO con un bicchiere
di VETRO!! (scusate, ma se io rompo il vetro non posso creare un'arma?).
Con la certezza ormai assoluta di vivere in una società di pressapochisti
pazzi furiosi, mi raccolgo in posizione fetale sul mio posto in classe
economica e sogno di essere sulla luna.
Ora rimane l'arrivo all'aeroporto di S. Francisco; anche lì penso,
vedremo l'impossibile.
E invece no. Tutto va che é una meraviglia. Siamo molto più tesi noi in
Europa di loro che hanno subito un attacco. Tom come sempre é ad aspettarci
fuori e assieme a lui ci facciamo strada tra la gente che blocca l'uscita.
Facciamo il Golden Gate (si vede nel video) e in mezzo ad un traffico
incasinato Tom da il meglio di se stesso schivando le macchine all'ultimo
momento e cambiando corsia in maniera selvaggia (ha la macchina nuova e ci
tiene a fare bella figura).
Ora siamo a casa sua a San Rafael e dopo tutto stò caos di giornata, ci
rilassiamo davanti ad un buon bicchiere di vino rosso "Torrette" che ho
portato dall'Italia.