|
|
Terra di Mezzo Sono trascorsi 3 anni da quando salimmo BAT e oggi sono di nuovo ai piedi del Caporal con mia moglie Cristina per salire una nuova linea di artificiale. Dopo un giro di studio della parete scopriamo tre nuove vie da poter salire e tra queste decidiamo per quella che e' poi diventata Terra di Mezzo.
Per chi conosce bene la vasta e profonda sub-creazione di J.R.R. Tolkien (quello che ha scritto il Signore degli Anelli nda) , sa che la Terra di Mezzo e' il perno attorno al quale ruota tutta la mitologia e le avventure Fantasy scritte dal professore di Oxford. L'arrampicata artificiale gioca per me un ruolo simile; attorno ad essa ruota oramai da anni il mio interesse per il mondo verticale. Mai come in questa occasione mi sono trovato nella situazione di non sapere; rimanevo a lungo fermo sulle staffe a guardare la roccia attorno a me e a studiare quale potesse essere quell'unica possibilita' per andare avanti e cosi', metro dopo metro, si sono "creati" i passaggi che ho poi legato assieme come si fa con i capitoli di un buon libro. Abbiamo scelto questo nome per il senso estetico e la purezza che ci ha tramandato Tolkien con i suoi libri e perche' ci sentiamo probabilmente piu' vicini al suo mondo che al nostro.
TdM sale sullo scudo del Caporal a sinistra di "Quel Nuovo Mattino" per poi incrociarla di nuovo alla seconda sosta.
Quest'anno il brutto tempo non da tregua. Siamo riusciti a fare tre tiri e poi siamo scappati per l'arrivo della depressione "Boris" che ci ha tenuti a casa per una settimana; un fronte freddo con nevicate fino a 1500 metri (alla faccia dell'effetto serra!!).
L'arrampicata non e' banale.
Il primo tiro era gia' stato salito dal Nuovo Mattino. Dopo aver piazzato il friend numero 6 alla base del fessurone, devi correre verso il bordo in alto senza esitazioni e senza guardare giu'...
Sul secondo tiro si sale una scaglia che va trattata con dolcezza seguita da una sezione su 10 pecker consecutivi.
Il terzo tiro parte con una sezione in libera molto bella per finire su un muretto verticale dove gli heads vanno messi bene altrimenti si rischia di sbattere sulla cengia sottostante.
L'ultimo tiro e' faticoso,tecnico e impegnativo. Alcuni passaggi su hooks sono "blind" ( senti il piazzamento con le dita ma non vedi come lavora il gancio...) e alcune "bad falls" sono in agguato lungo il tiro.
Per raggiungere la sommita' del Caporal bisogna salire gli ultimi due tiri di Aerospike ( A2 ).
Soste a spit da 10 e calate lungo la via.
Nel complesso TdM e' una bella linea, divertente e naturale, mai veramente pericolosa, e con alcuni tratti in libera in puro stile valle dell' Orco. TdM e' forse la via piu' abbordabile tra le mie altre 4 linee di artificiale aperte su queste pareti.
E' stata aperta da Cristina Gaggini e Valerio Folco nei primi giorni di ottobre 2005, in 4 giorni di arrampicata e altrettante cene con buon vino, nelle osterie della valle .
|
B.A.T.
Sulla parete del Caporal in Valle Orco ho tracciato la mia ultima nuova linea di artif moderno. Il suo nome e' B.A.T.(Basically Absurd Technology ) un marchio di una linea di materiale, soprattutto amache, sviluppata dal mitico Warren Harding, apritore nel 1958 del "Nose" su El Capitan, che per me e' stato l'unico vero scalatore di big-walls nel mondo. Warren non e' piu' con noi e questa via vuole essere un mio piccolo pensiero rivolto ad una persona che ho sempre ammirato molto. BAT e' stata aperta dal sottoscritto e da Massimo Farina. In questa salita ci hanno aiutato anche Alex Busca, Davide Grimoldi e Marco Spataro.
BAT e' sicuramente la piu' bella linea di artif della valle Orco che io abbia mai salito.
Le soste sono tutte ottime e abbiamo lasciato un po' di materiale fisso in parete per agevolare una ripetizione. La parete e' strapiombante e l'ambiente e' veramente notevole.
Con B.A.T. ora c'e' una piccola parte di Yosemite anche a casa nostra.
Le foto sottostanti sono di Marco Spataro
Scarica l'applicazione per vedere i filmati sulla nuova via.
Topo e Beta
|
Aerospike
Aerospike é un nuovo rivoluzionario motore per i veicoli spaziali che ci porterà verso nuovi orizzonti.
Aperta nel Maggio 2000 da Valerio Folco, Antonio Pozzi, Jacopo Bufacchi e Stefano Bigio in 4 giorni di scalata con uso di corde fisse.
E' una via molto impegnativa e pericolosa. Per riuscire a diverstirsi su Aerospike bisogna avere già maturato molta esperienza di artificiale estremo meglio se di marca Yosemite. Su questa via si usa di tutto dai ganci grossi a quelli piccoli dagli heads ai chiodi, dai friends ai nuts.
Report.
|
Sogno di Jack
E’ la mia via preferita perche’ e’ dura e naturale; ho forato la roccia solamente 10 volte (comprese le soste) perche’ sono riuscito a sfruttare al massimo le piccole rugosita’ e fessurine che trovavo. La linea e’ un po’ defilata e in disparte ma vi assicuro che e’ molto bella e di soddisfazione. Il tiro “Gioco gravitazionale” e’ un piccolo capolavoro ma rimane molto pericoloso per la cengia sottostante tanto che l’A4 merita sicuramente una R .
“Good mate good job” ha una interessante sezione su 13 Beaks consecutivi e qualche heads ogni tanto. Le sezioni in arrampicata mista libera-artificiale non sono per niente facili e obbligano a continui cambi di scarpe e materiale appesi a protezioni dubbie!!!
I bolts alle soste saranno sicuramente da rinforzare.
L’ho aperta tra il 1997-98 in 4 giorni con uso di corde fisse, assieme a Jacopo Bufacchi e Rudy Buccella. (A4R 6A V 200mt).
|
Supersonic
Era il 1997 e mi era venuta in mente l'idea di provare Sea of Dreams la mitica via di A5 su El Capitan.
L'idea era alquanto scombinata e nasceva da un giro di neuroni un po' avariati; ma ti rendi conto? ho voglia di cacciarmi su per quel muro immenso e nero e andare a vedere cosa hanno combinato Jim Bridwell e compagni nel 1978... Cosi' mi ricordo di aver risposto ad un amico che mi chiedeva cosa avessi in mente di andare a fare. Cosi' all'inizio del 97 mi trovavo a girovagare con la mia idea malsana senza avere pero' un programma preciso, finche' non decisi di provare ad aprire una nuova via in artif come allenamento al mio nuovo progetto. Cosi’ e’ nata Supersonic sulla parete del Sergent in valle Orco. Qualche mese prima di partire per Yosemite, assieme a Rudy Buccella e Alessandro Quagliolo cominciai a piantere i primi chiodi e a fare i primi passi su hooks dei primi tiri. Alla fine e’ uscita una via impegnativa che si presta forse ad essere provata anche in libera (solo a condizione di fare voli mooolto lunghi!!!).
I due tiri piu’ compromettenti sono sicuramente “Pecker Boulevard” dove si sale con beaks e heads e “Atomic traverse” quasi interamente su hooks. E’ una via completa dove bisogna saper scalare e usare bene gli hooks. E’ stata ripetuta da Jacopo Bufacchi e Stefano Bigio i quali hanno rinforzato le soste e aggiunto qualche foro lungo i tiri. (A4 5C V 250mt).
|
La Rivoluzione
La via della Rivoluzione e' stata aperta da Gian Piero Motti e Ugo Manera nel 1973. E’ una via molto bella dove sia l’artificiale che la libera convivono in maniera distinta e anzi questa accoppiata da un tocco di avventura in più alla scalata. Le prime due lunghezze si sviluppano sullo scudo del Caporal, sempre verticale e un po’ strapiombante in un ambiente veramente piacevole. E’ una via mai impegnativa e pericolosa ideale per passare una piacevole giornata in mezzo alla natura.
|
Mangas ColoradasQuesta via é un bel ragalo di Daniele Caneparo e Maurizio Oviglia che nel Giugno 1984 salirono per primi questa linea logica e bellissima.
Oppone difficoltà di A2 classico per la quale però bisogna impegnarsi a fondo perché la progressione non é mai banale e bisogna saper chiodare bene.
Ci si possono inventare anche alcuni passaggi su hooks, beaks o su copperheads.
Io l'ho ripetuta due volte e mi sono sempre divertito come un matto. Qualche anno fa, Umberto Villotta ha richiodato a spit le prime 4 soste. Il bel diedro che continua dalla quarta sosta é quotato A2 e si collega con un traverso con la soprastante Sole Nascente. Dalla quarta sosta si scende a terra con una doppia da 60 metri.Per l'attacco risalire alla base del Caporal e seguire il canalone che sale verso sinistra, fino alla base di un grosso camino. Da qui si vede benissimo la linea del diedro del primo tiro di Mangas.
|
|
|