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Zodiac Nel novembre 1972 Charlie Porter sale in solitaria Zodiac impiegando sette giorni per arrivare sul Top. Nei mesi precedenti aveva tentato la salita due volte senza però riuscire a trovare la giusta condizione. Sceso dalle fredde terre del nord, questo Canadese dalla folta barba bionda passò alla storia come il più raffinato e coraggioso chiodatore di Yosemite. Memorabile il tiro della “groove” su Shield che con i suoi 35 rurps consecutivi é ancora lì oggi a testimoniare quello che Charlie sapeva fare.
Allora Zodiac venne considerata senza alcun dubbio come la via più difficile del momento con numerosi tiri di A4 e A5, tenendo conto del fatto che era la prima via sulla ripida e liscia parete Est, e che Porter l’aveva portata a termine in solitaria con il suo solito stile impeccabile.
Oggi Zodiac é una classica di El Capitan e io la definisco come la porta d’accesso alle vie più impegnative. Se su questa via ti diverti e sali abbastanza velocemente vuol dire che la prossima volta potrai provare qualcosa di più difficile.
Cosa fare
Durante il primo giorno fissa i primi tre tiri e poi in tre notti e quattro giorni di arrampicata di solito dovresti sbucare in cima. Il Top di zodiac é incredibile; dal vuoto più orribile passi al piatto perfetto dove ti potrai sbizzarrire saltando e camminando a tuo piacere. Se passerai la notte li vicino ti verrà a trovare una puzzola molto curiosa e affamata quindi mi raccomando lasciale qualche pezzo di pane.
In estate é molto probabile fare la fila per l’attacco: aspettare il proprio turno é di fondamentale importanza per non creare attriti tra le cordate. E' meglio essere sfalsati di un giorno uno dall’altro, anche se le soste sono buone e permettono la sistemazione di due portaledges.
Bivacchi
Avrai una piccola cengia alla sosta 7, una sotto la sosta 11, una alla sosta 13 e una alla sosta 15. La portaledge con tendina rimane però obbligatoria.
Se ti capita, non mancare un bivacco sospeso alla sosta 8 o 9 perché l’ambientino é di quelli che ti rimarranno in mente per un po’.
Potrai scendere la via in doppia ma dovrai chiodare in discesa dalla sosta 13 alla sosta 10 , mentre dalla sosta 4 prendi le soste di “Shortest Straw” che con tre doppie da 50 metri ti porteranno a terra.
Ricorda però che la ritirata da queste vie é sempre una piccola avventura!
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Hardware
La via é classificata 5.7 A2 o C3F.
3 beaks, 5 KBs, 8 Las (le prime 4 misure), 7 Corner (prime 3 misure), 5 baby Corner (prime 3 misure), 2 set Nuts e 2 set micro-nuts (offsets consigliati), 2 set Alien (prime 5 misure), 2 set friends fino al 4.5”, hooks ( tutte le misure doppie incluso i pointed), cam hooks, 15 heads n°2,3,4, 15 rivet hanger.
Beta
1° tiro: Il primo passaggio della via é un movimento su hook; dirai, cominciamo bene. Don’t worry be happy !! l’hook é ottimo e andrai a prendere dei bolts. Lungo il tiro potrai usare molto i cam-hooks. Stai concentrato prima della sosta perché di solito lì cadono tutti: non ti farai nulla ma cadrai su dei copperheads!!!!
Esiste un’altra possibilità: pochi metri a destra c’é un A2+ salito qualche anno fa dal mio amico Brian Law che é riuscito a tirar fuori questo tiro molto bello ma piu tecnico, pericoloso e ingaggiato del primo di Zodiac originale. Optando per questa soluzione dovrai però fare un unico tiro fino alla sosta n° 2 con corda da 60 metri obbligatoria.
2° tiro: Zodiac originale. Spettacolare e facile traverso sotto ad un tetto che proteggerai con friends di tutte le misure. L’uscita in placca non é delle più banali e anche qui l’arrivo in sosta é su una scaglia leggermente expanding.
3° tiro: Lunga serie di rivet con qualche passaggio su hooks. Mi ricordo che feci fatica a prendere i bolts della sosta!!
4°, 5° e 6° tiro: divertiti. Sul 5° troverai una nuova scala di rivetti che ti porterà dritto verso la sosta. Guarda la topo. Per arrivare alla 6^ sosta avrai da fare un travero a sinistra di 5.8 o C1.
7° tiro: Partenza in libera o in artif? A te la dura scelta. La fessurina sopra la “Black Tower” é una sezione impegnativa e che produce una leggera situazione di pericolo: stai concentrato e se hai dei dubbi usa chiodi, martello, cam-hooks e micronuts.
8° tiro: Mi ricordo poco di questo tiro. Qui la parete si impenna ed entri nel grande cerchio di roccia grigia che si nota molto bene anche dal basso. Partenza in libera su scalgie poi traverso a sinistra in una fessura ben proteggibile per arrivare alla base del grande diedro grigio (rivets). Non farti confondere da dei rivets che vedrai ancora più a sinistra (sono di Shortest Straw). Da qui in avanti mi ricordo solamente che sono salito nel diedro e ho fatto molti passaggi su micro-nuts e non ricordo invece i rivets marcati sulla topo (comunque ti assicuro che ci sono). Arriverai in una delle soste più aeree di el Capitan solo dopo aver superato un tettino expando!!!: Space!!!
9° tiro: Diedro perfetto e lucente. Non così difficile come sembra. Usa cam-hooks, aliens e nuts. Scala di copperheads prima della sosta. Anche qui la sosta é “Space”.
10° tiro: “The Nipple”. Traverso a destra sotto ad una scaglia grigia che si protegge molto bene. Alla fine del traverso questa scaglia diventa “wide” e qui si narra che Charlie Porter durante l’apertura in solitaria sia arrivato senza materiale appropriato e dopo aver messo un rivet e calzate le scarpette abbia dato quattro “tirate” alla scaglia e sia riuscito a prendere la fessurina soprastante: Chapeau!!!! Ritornando a noi; posizionati i tuoi friends del 4.5” avrai da salire una fessura per niente banale che ti farà penare la conquista della sosta.
11° tiro: “Mark of Zorro”; fessura fine e progressione faticosa. Copperheads per arrivare in sosta.
Da quest’ultima, vedrai una cengia con bolts sotto di te a sinistra da usare per un eventuale bivacco.
12° tiro: Sei sotto al tetto chiamato “Devil’s Brow”. Parti con dei chiodi gia in posto e raggiungi dei rivets. Qui guarda che ci sono dei drilled hooks e una scaglietta expanding. Dalla tua destra arriva la via “Lunar Eclipse”. Ancora un po’ di giudizio per arrivare in sosta.
13° tiro: Alcuni passaggi non sono così automatici. Ti conviene usare la tecnica “Back clean” cioé mano a mano che sali lasciare solo pochissime protezioni e tutte molto allungate per scongiurare l’attrito della corda. Ultima sezione in un bellissimo e lineare diedrino fessurato banalissimo in artif ma non altrettanto in libera (6C). Arrivo sulla più bella cengia della via.
14° tiro: Wide, largo, off-width, ampio e chi più ne ha più ne metta. Per tutto il tiro si useranno solo camme del 3.5”, 4” e 4.5”. Bella fessura da provare in libera se ancora ce la fai a stringere qualcosa con le mani. Il bordo del diedro in alto é veramente affilato e ti conviene metterci del nastro americano a protezione della corda altrimenti metterai alla prova il sangue freddo del secondo che sale con le jumar.
15° tiro: Fessurino su una placca e poi hooks facili su scaglie di granito in traverso a sinistra. Diedrino rotto dove non saprai che protezione mettere; un KBs o un beaks? Un heads o un cam-hooks? Non farti fregare dal materiale che vedrai in alto a sinistra quella é “off route”. Tu devi andare tutto a destra lungo una cengia leggermente in discesa per almeno 10 metri. Sostaaaaa!!!
16° tiro: Ti vengono i brividi? Sei a 30 metri dal Top e non vedi l’ora di finirla. Il mio consiglio
é quello di non uscire con il buio tanto ormai ce l’hai fatta e hai il Top a portata di mano. Passa l’ultimo incredibile bivacco alla 15^ sosta perché poi ti verrà la nostalgia e allora fin che puoi aprofittane.
Il tiro? Almeno questo scoprilo da te.
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Zenyatta Mondatta In questa topo sono stati aggiunti solamente gli appunti di salita di Elena e Silvestro.
Per ulteriori informazioni fare riferimento alla nuova guida di Chris McNamara sulle Big Walls che potete trovare sul suo sito
Supertopos
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Sea of Dreams
Beta
Pitch 1: E’ meglio saltare la prima sosta e andare dritti alla seconda, che si raggiunge con 60 metri di arrampicata tecnica su heads e hooks.
Pitch 3: Ho pochi ricordi di questo tiro. Prendere la fessura di sinistra e salire con heads.
Pitch 4: Tiro impegnativo salito da Armin. Due pendoli consecutivi da heads accoppiati e inframmezzati da passaggi su hooks.
Pitch 5: Artif classico ma non banale. Qualche friends e poi i soliti heads.
Pitch 6: Rimanere concentrati per capire bene quello che si deve fare. La “Scudder Flake” e’ semplice con i friends ma poi il tiro diventa pericoloso.
Pitch 7: Ex tiro di A5 oggi piu’ semplice con i micro friends. Molti hooks e un pendolo molto duro per arrivare a prendere uno svasone da tirare con le mani e risalire poi con una serie di heads fino alla sosta.
Pitch 8: Artif classico con hooks e heads.
Pitch 9: Tiro non banale con uscita delicata in artif o 6B. Con questo tiro si arriva sullo scaglione di granito chiamato “Continental Shelf”.
Pitch 10: Libera Off-Width di 6B senza protezioni. Un bel calcio nei c…… La sosta ha bisogno di Angles.
Pitch 11: Ex tiro di A5 oggi gradato A4R. Al di la delle menate dei gradi su questo tiro “ if you fall you die” se cadi muori , perche’ vai a schiantarti sulla cengia diedro ( il pitch 10 “Continental Shelf” ) che sta sotto di te. Questo tiro e’ un traverso di 35 metri da fare solo con gli hooks, completamente sprotetto a parte tre brutti rivetti all’inizio che non servono in caso di caduta. Dal terzo rivetto si deve fare un pendolo molto difficile per andare a scoprire una micro scagliettina alla quale agganciarsi al volo con un hook; da questo punto in poi inizia il bello…
Pitch 12: Difficile e con una brutta caduta. Prenditi tempo e batti molto bene i micro heads che metterai in abbondanza.
Pitch 13: Artif serio; hooks, heads e beaks; vuoi ancora qualcos’altro?
Pitch 14: Ex tiro di A5 oggi A4R. Lunghe sezioni su hooks protette da micro heads n° 1 . Armin l’ha scalato da manuale e io l’ho pulito; ragazzi a vedere su cosa si e’ tenuto Armin mi vengono ancora oggi i brividi. “Don’t Skate Mate” e’ uno dei “classici” tiri di A4 dei nostri giorni della categoria “if you fall you die”.
Pitch 15: Il capolavoro di Tom: A4R, tiro molto pericoloso per la cengia sottostante. Appartiene alla categoria sopradescritta. Tiro difficile da capire con una partenza in libera senza protezioni. Mentre Tom saliva questa lunghezza io e Armin ci godevamo il sole sdraiati sulla cengia chiamata “Big Sur”.
Pitch 16: Artif classico da Sea of Dreams.
Pitch 17: Difficile capire dove sale la via. Si mette di tutto senza essere mai in serio pericolo. La roccia e’ di colore blu e il tiro si chiama appunto “Blue Room”; bello e divertente. Si arriva alla “Rurp Belay” dove Bridwell nel 78 aveva costruito la sosta con una decina di rurps e un bolt solamente!!! . Oggi i rurps ci sono ancora ma ci sono anche tre bolts in piu’.
Pitch 18: Traverso difficile dove si usano circle heads e molti hooks. Un altro capolavoro di Tom.
Pitch 19: Questo tiro ha impegnato a fondo Armin che ha dovuto combattere con la vena di quarzo
chiamata “Bull Dike” ormai semi distrutta dalla continua schiodatura. Per arrivare in sosta ha dovuto racimolare tutta la sua esperienza e inventiva. Artif molto difficile dove bisogna saper chiodare bene con i Sawed-off e usare gli Aliens inserendoli solo a meta’.
Pitch 20: A sinistra sale la via originale che forse avra’ una ripetizione. Il “9-5 pitch” la dice lunga su come dovrebbe essere questo tiro; durante l’apertura hanno impiegato tutto il giorno per salirlo.
A destra c’e’ la “Price variation” , un A2 che bisogna sudarselo per bene. La parete e’ molto strapiombante e la sosta e’ chiamata “Space Station”; ci sara’ un motivo?
Pitch 21: Tiro molto duro dove si mettono circle heads n° 1 e ogni genere di hooks. Artif delicato su cui bisogna avere pazienza. Salito da Tom.
Pitch 22: La “Peruvian Flake” e’ stato l’ultimo tiro impegnativo per Armin. Tiro in traverso a destra molto superficiale ed aereo. Passaggi su hooks e Aliens.
Pitch 23: Artif classico da Sea of Dreams con una lunga serie di hooks su piccoli knobs e chiodi expanding prima della sosta. Qui si usano friends, heads, circe heads, chiodi e chiaramente molti molti hooks.
Pitch 24: Ultimo tiro della via. Questo tiro e’ un miraggio perche’ sembra che ti dia molte possibilita’ di salita quando invece ne esiste una sola. Molto difficile trovare la giusta serie di hooks e la giusta direzione. Usare delle fettucce attorno i knobs piu' pronunciati.
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Winds of Change Beta
Pitch 1: Risalire in libera “Captain Hook”. 5.7 a sinistra e 5.9 a destra; comunque sia per niente banali tutti e due.
Pitch 2: A5 ma secondo me A4R. Tiro tecnico su placca leggermente appoggiata dove si mettono solo hooks e heads. Molto probabilmente “if you fall you die” ma i passaggi non sono estremamente tecnici. Molti drilled hooks.
Pitch 3: Secondo me A3R.Un tiro che mi e’ piaciuto molto perche’ insegue una serie di scagliettine non molto solide da agganciare con gli hooks. Artif impegnativo e caduta potenzialmente pericolosa.
Pitch 4: Se non fosse per i rivetti Zicral che sono molto pericolosi questo tiro sarebbe un tiro di A2+ al massimo perche’ dal punto di vista tecnico e’ abbastanza semplice. Un buon lavoro di copperheading e un passaggio in libera per arrivare in sosta e il gioco e’ fatto. Da sotto al tetto non andare a destra per prendere i due rivetti in alto ma salire invece a sinistra e da un hook spalmare i piedi in aderenza per prendere la sosta; passaggio interessante soprattutto se fatto in solitaria.
Pitch 5: A5 ma secondo me non piu’ di A3. Gli hooks per andare a prendere la groove verticale non sono cosi’ banali e sono inframmezzati da passaggi in libera. Poi heads e aliens fino alla sosta.
Pitch 6-7-8: Artif classico su drilled hooks, heads e aliens.
Pitch 9: Tiro interessante su sezioni subdole ed expanding. Il secondo pilastrino completamente scollato dalla parete si apre sollecitato dalla espansione delle camme dei friends. Artif dove bisogna avere esperienza altrimenti ci si fa del gran male anche se il grado e’ solo A2. Il passaggio in libera prima della sosta l’ho risolto cosi’; dall’ultima protezione (un coppehead) ho calzato le scarpette e ho dato 10 metri abbondanti di molle al Gri-Gri dopodiche’ sono partito in aderenza su per questa rampa di merda tutta svasata lanciando al buco della piastrina del bolt di sosta. Voila’.
Pitch 10: Bel tiro classico su friends e Aliens con qualche heads in mezzo. Ultimo tiro da me salito prima dell’arrivo della mega perturbazione che mi ha costretto alla discesa.
Pitch 11-19: Non li ho saliti quindi mantengo la difficolta’ originale segnata su Big Walls di Don Reid.
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Avvicinamento Diretto Half Dome Questo avvicinamento alla parete dell'Half Dome e' piu' rapido di quello classico nel senso che si percorre meno strada, ma e' altrettanto impegnativo e faticoso soprattutto se si hanno dei grossi sacconi al seguito. Non e' facile da trovare e spesso si rischia di perdere la traccia. Se non ci sono le corde fisse gia in posto si devono affrontare passaggi di arrampicata non estremi ma esposti e impegnativi. Si e' sotto la parete dell'Half Dome con tutti i rischi connessi dovuti a potenziali crolli dalla parete stessa o scariche di sassi di arrampicatori sopra di voi.
A tal riguardo vi ricordo la nuova e malsana usanza dei turisti che salgono a piedi in cima all'Half dome e lanciano giu sassi, e del crollo di una enorme scaglia di roccia staccatasi dalla zona centrale-bassa della parete che ha ferito gravemente degli scalatori che stavano risalendo l'avvicinamento diretto. Credo che tale avvicinamento sia stato chiuso a tempo indeterminato ma informazioni piu' sicure in tal senso si reperiranno sicuramente sul posto.
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Dihedral Wall
Dihedral Wall é stata aperta nel 1962 da Ed Cooper, Jim Baldwin e Glen Denny e risulta essere la terza via tracciata sulla parete di El Capitan dopo il Nose e la Salathé. Il trio spese 42 giorni totali di arrampicata sparsi in otto mesi di tentativi.
E' una via che si sviluppa lungo una serie di diedri che dalla base della parete vi porta fino su al Top. I diedri sono "destri" e obbligano ad una chiodatura con mano sinistra quindi i mancini sono avantaggiati. Su questo particolare però Fabio Leoni mi ha detto che la chiodatura non é così terribile e si riesce lo stesso anche se si é abituati a tenere il martello con la destra. La via si può scalare abbastanza in libera e l'artif non é pericoloso.Molti tiri si possono salire in "Clean".
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Reticent Wall
Beta
Dopo i primi sei tiri sulla classica “New Dawn” fino all’A3 vecchia maniera, si arriva alla “Lay Lady Ledge” da cui partono i lunghissimi 14 tiri di Reticent Wall che ti spareranno su dritto come un missile fino al Top di El Capitan.
Il beta partirà dal 7° tiro da terra e cioé il primo tiro vero e proprio di Reticent Wall.
1° tiro: A3 45 mt. Partenza in traverso e in discesa.Difficile capire come si parte e dove andare ad appendersi. Un tiro molto impegnativo che é stato ultimamente rivalutato da A2 ad A3. Complesso nel suo insieme richiede spesso uso di big-hooks e beaks in movimenti di non facile interpretazione. A circa metà del primo diedro uscire a destra superando un piccolo tetto. Non continuare verso sinistra nel diedro; Off-route.Cadute strane e in traverso un po’ pericolose.
2° tiro: A4 50 mt. Partenza in traverso verso destra da un pilastrino che sembra quasi di calcare!!. Arrampicata molto difficile su hooks e heads e mista a passaggi in libera fino al 6A (expo!). Si arriva alla base di un sistema di piccoli diedri da salire con beaks a qualche chiodo. Lasciare questi diedrini verso destra con passaggi su hooks e heads per arrivare finalmente in sosta dopo una scaglia rovescia.
3° tiro: A3 60 mt. Tiro su un muro di granito incredibile fatto quasi esclusivamente con heads e hooks. Partenza diretta sopra la sosta con dei rivetti molto lontani tra loro fino ad una sosta falsa. Continuare con heads fino ad altri rivetti che ti porteranno a dei Blind Hooks molto difficili da impostare e paurosi. Altri heads a altri rivetti ti porteranno ad incrociare la via “Wall of the Early Mornig Light” del mitico Warren Harding. Qui segui verso sinistra i vecchi rivetti di alluminio (Dowels) messi da Warren 30 fa usando dei rivet hanger con cavetto molto fine (usa i n° 1) fino a raggiungere una scaglia verticale che sarà difficile andare a prendere. Alla base della scaglia c’é la sosta.
4° tiro: A4 50 mt. Si parte dritti su per la scaglia sopra la sosta. Attenzione, la scaglia e molto Expanding, e Tom qui ha rischiato veramente di venire giù ad ogni passaggio. Per non disabituarsi alla fine di questa scaglia con una serie di protezioni marce sotto di te dovrai affrontare un traverso su hooks e heads veramente tecnico e pericoloso. A metà traverso avrai un rivetto che ti proteggerà la parte finale di questa sezione e questa sarà la tua unica protezione buona fino giù alla sosta, 20 metri sotto. Alcuni rivetti quasi impossibili da prendere tanto sono lontani e alcuni circle heads, ti porteranno fino alla scaglia rovescia finale che guarda caso é expanding pure lei; ogni commento é superfluo. Questo tiro é uno dei tiri chiave della via.
5° tiro: A3+ 60 mt. Tiro pazzesco che sfrutta come il precedente le minime rughe e tacchettine sulle quali si appoggiano gli hooks. Si arriva così ad una scaglia molto grande e molto fine, scollata dalla parete e sulla quale bisogna procedere con gli hooks in traverso verso sinistra fino ad arrivare alla base di una bella fessura nella quale finalmente posso mettere il primo friend buono da quando abbiamo iniziato la via. Purtroppo la fessura diventa leggermente expanding dopo pochi passaggi e allora ritorno a cagarmi addosso come qualche minuto prima. Dei rivetti e poi sosta.
6° tiro: A2 60 mt. Tiro con molti rivets misti a passaggi su big hooks e su heads molto difficili. La scaglia finale sebbene molto corta é risultata molto difficile perché totalmente expanding. La sosta si costruisce con chiodi friends e nuts; non ci sono bolts.
7° tiro: A1 o 6B 25 mt. Arrampicata in traverso un po’ strana ma con ottimi friends. Questo tiro ti porta sulla Wino Tower dove Warren Harding ha passato sembra due settimane mentre apriva “Wall of the Early Mornig Light”, a bere vino rosso e a rifiutare e ad insultare i Rangers che continuamente si calavano dalla cima per prestargli soccorso; (Warren uscì con le sue gambe dalla via quando però ne ebbe voglia lui).
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8° tiro: A4 60 mt. Uno dei tiri chiave della via. Un tiro molto duro e pericoloso per una lunga caduta possibile sulla cengia da cui parte. Tom qui fece il suo piccolo capolavoro finendo questo tiro al buio e arrampicando con la frontale sui passaggi finali che erano anche i più duri del tiro. Qui si usano molti ganci e heads e la roccia non é buona. Pendolo finale per andare a prendere dei passi su hooks che ti portano alla sosta.
9° tiro: A3R 67 mt. Il tiro più lungo della via nel quale devi allungare tutte le protezione in maniera perfetta per far rimanere la corda più rettilinea possibile. All’inizio si arrampica un po’ in libera sul 4° grado e poi si deve affrontare un passaggio molto difficile con una brutta caduta su una cengia (da qui il grado A3R dove R sta per Bad Fall). Il tiro poi si sviluppa su un muro non così difficile da chiodare ma finisce su una sezione terribile di Expanding heads in traverso verso sinistra per andare a prendere una strana e larga fessura svasata da salire fino alla grossa scaglia che con gli hooks ti porterà verso la sosta. Attenzione a non finire la corda!!.
10° tiro: A3 60 mt. Su questo tiro Tom é volato per più di 15 metri per la rottura dell’appoggio del gancio a cui era appeso. Risultato tutta la serie di heads messa fino a quel momento strappata via fino ad un rivetto che con lo shock absorber fortunatamente ha tenuto. Ambiente lunare con diedri perfetti e roccia azzurra. Magnifico bivacco sospesi in un vuoto impressionante.
11° tiro: A3 60 mt. Per salire questo tiro hai bisogno di tutti i knife blades e bogaboos
(knife-blades più spessi) che hai con te più molti beaks e alcuni arrows. Insomma un tiro da chiodare per intero con una sezione finale difficilissima su heads che ti porterà alla sosta.
12° tiro: A2 25 mt. Un tiro da fare in traverso verso sinistra partendo con dei passaggi su big hooks su roccia marcia e poi con una sezione in libera prossima al 5C. Si arriva ad una fessurina con un chiodo da qui pendolare sulla cengia che ti porterà alla base del tiro di A5.
13° tiro: A5R 55 mt. Il grado A5R dovrebbe essere gia sufficiente a far capire l’estrema difficoltà di questo tiro. Si parte con una sezione su una scaglia expanding non troppo difficile ma nella quale non avrai protezioni buone perché mano a mano che sali quelle sotto diventano traballanti e alcune di loro si sfileranno dalla fessura. Dopo un passaggio “blind” su micro-alien affronterai una sezione di piccoli heads su una “Groove” rovescia alla fine della quale ci saranno alcuni passi su hooks molto delicati che ti porteranno alla sezione chiave del tiro. Questa sezione é composta da una scaglia spessa 1cm e mezzo, expanding e marcia, lunga circa 10 metri da salire senza respirare con hooks piccoli. Alla fine della scaglia si posiziona un micro alien e un blade piantato a metà che abbassa la sezione sopra ad A4!!!. Questa sezione é difficile perché non si capisce da che parte andare e si usano in maniera massiccia i big hooks su scaglie marce. Ci sono poi tre passaggi consecutivi su blind hooks che sono stati i più duri in assoluto della mia esperienza artif . Chiodi e friends per arrivare in sosta.
14° tiro: A2 25 mt. Il tiro che porta sul Top. Non banale e di difficile interpretazione. Dalla sosta parti a sinistra e dopo aver iniziato il diedro lascialo per la fessura di destra. Arriverai sotto ad un tetto a 5 metri dall’uscita dove userai ancora dei circle-heads e hooks (duro fino alla fine…). Meravigliosa e improvvisa uscita sul Top. Da un abisso mostruoso passerai in un attimo alla cima piatta di El Capitan. Anche questo é il mondo di Yosemite.
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Tempest Beta
P1: many friends and nuts and free moves (5.7 maybe).Very loose and dangerous for rock falls!!! Friends for belay.
P2:pitons, beaks, heads. Overhanging and awkward. Long heads ladder before belay. We added one bolt to belay.
P3:heads ladder and hard moves on loose hooks.Hard!!!
P4:scary expanding flake. Heads and beaks. One move very hard on beak before the last rivet ladder.
P5:pitons,heads,beaks,aliens. Hard!!!
P6:Many beaks, and some loose hooks.Poor belay.Is better haul from 7th belay with 70 mt ropes.
P7:Maybe 5.11 in free and friends size 3 an 4.
P8:Hard A2 on KBs. Long pendulum not so bad!!! Funny.
P9:Classic aid climbing on pitons. Many pitons and aliens. Easy.
P10:Hard and a little expanding. Long heads ladder,many beaks, few aliens and pitons, nice move to reach the belay!!!
P11:Expanding heads, long reach rivet and hooks. Technical and hard. Friends for Golden Tower.
P12:Hard hooks above the belay and loose flake after.Many rivets.
P13:Bad fall; heads and beaks above a ledge. Technical moves on heads and hooks. Beaks, pitons, aliens and few friends. Pitons and aliens for belay.
P14:Expanding and technical climbing. Is hard to place the pieces. I called the 14th belay "Space bivy"; very nice and steep place.
P15:hard hook move above belay and many many rivets (n°27).
P16:"Killer Whale". Very dangerous pitch. Loose flakes and bad falls on this pitch. Some technical moves and one of the big and loose flake that I never see in my life. Heads, beaks, rurps, friends, aliens, #4 and #5 camalot, big hooks. Is possible to do free the first 10-15 metres (5.10 ? loose).
P17:Many rivets, one very hard hooks moves and a interesting little section where stacking rurps and #1 circle heads.
P18:Classic aid climbing. Is possible free climb the middle section of this pitch (5.8 loose or A2/A2+). Many beaks, some heads, pitons and aliens. Loose blocks!!!
P19:Classic aid climbing in A2/A2+. The final section is possible to climb in free (5.10? dirty and grassy).Loose block!!!
P20:Short section pretty hard above the belay (beaks). The middle section can be done in free climbing (5.8? loose), the last crack is very dirty.
A short slab in 5.6 for the exit. Haul from the trees. TOP!
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Discesa da El Capitan Va bene salire ma bisogna anche tornare a casa.La discesa da El Cap é possibile seguendo gli 8 Km del sentiero che passa sotto le yosemite Falls oppure lungo le "East ledges" (consigliato per gli arrampicatori).
Tenete presente che questa discesa se fatta con i sacconi é molto dura dal punto di vista fisico e molto lunga (una media di 12 ore).La topo allegata vi fornirà le informazioni utili per arrivare al più presto sul tanto sognato fondo valle.
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The Nose
Come piantai l'ultimo bolt raggiunsi barcollando, il bordo piatto del Top. Dentro di me qualcosa non era chiaro: non sapevo se ero stato io a conquistare El Capitan o meglio lui a conquistare me. Di sicuro El Cap sembrava in condizioni molto migliori delle mie (W. Harding).
Questa frase passò alla storia il 10 Novembre 1958 quando il trio composto da Harding, Wayne Merry e George Whitmore raggiunse la cima del Capitan dopo 45 giorni di arrampicata ripartiti in 18 mesi piantando ben 125 chiodi a pressione (bolts).
La prima e unica per ora, ascensione in libera del Nose, senza mai cadere e nelle 24 ore é opera della fortissima Lynn Hill (1998).Per lei si é trattato di 8A/B ma per i maschi che hanno le dita più grosse sembra si parli di 8C (Scott Burk secondo a salire il nose in libera (non in giornata), dopo mesi di tentativi).
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The NOSE (VI-8A/B o 6B C2)
Hardware:
Bat hooks (nel caso qualche vecchio bolt fuoriesca)
2 set micro-nuts e RPs (offsets)
2 set nuts (offsets)
3 set friends fino al n°4
3 set TCUs
molte fettucce
2 corde da 50 metri meglio se da 60 metri
Beta
Sono menzionati solo i tiri che di solito hanno una particolarità o che danno dei problemi.
4°tiro: pendolo verso dx e poi piccola dulfer quindi ancora un pendolo verso dx (passaggi strani;6C se fatti in libera).
5°tiro: facile, mentre non sarà così per tirare su il saccone.
7°tiro: calati dalla sosta fino a prendere una scaglia che ti porterà alla sosta seguente.
8°tiro: per fare il pendolo fatti calare molto. Ininzia a correre, stai attento alle gambe quando salti il diedro,guardalo sempre e per saltarlo prendi il tempo giusto.Una volta raggiunta la fessura arrampica e proteggiti tenendo conto dell'attrito della corda.
11°tiro: fessura che da pugno divanta camino. Scendi a dx per continuare il prossimo tiro.
14°tiro: hai sopra di te la Texas Flake. Camino difficile e pauroso anche se da poco tempo qualcuno ha piantato un bolt a metà (chiken bolt= chiodo dei polli)perché aveva paura.
17°tiro: doppio pendolo (non banale) e risali alla 17^sosta che si trova circa alla stessa altezza di quella da cui sei partito.
19°tiro: segui la fessura fino al punto ovvio da cui pendolare verso sx e arrampica sul facile. Trova un buon posto per recuperare il saccone.
21°tiro: é possibile che si incastri il saccone mentre lo recuperi.
22°tiro: et voilà il Great Roof. Di solito tutto il materiale per salirlo é già in posto (chiodi). Se vuoi provarlo in libera accomodati pure ma devi avere le dita sottili come Lynn Hill altrimenti per te invece di 8A+ sarà solo 8B+!.
25°tiro: C1 o 7C+? A te la scelta.
26°tiro: é 6C mentre il 27° é il tiro chiave della via (8B per Lynn H. e sembra 8C per Scott Burk dopo la rottura di un appoggio strategico).
29°tiro: blocchi instabili; alcuni di questi sono già caduti stai attento!.
31°tiro: spit nuovi, ma problemi di comunicazione tra il primo di cordata e la sosta (mettersi d'accordo prima su cosa fare o prendersi un megafono?). Per Lynn H. questo tiro é stato l'ultima fatica (7C).
Posti da bivacco
-Sickle Ledge (4°tiro) Ok per 2 persone
-Dolt tower (11°tiro) Ok per 4 persone
-El Cap Tower (15°tiro) Ok per 6 persone
-Camp IV (21°tiro) Ok per 2 persone
-Camp V (25°tiro) Ok per 2 persone
-Camp VI (27°tiro) Ok per 2 persone
NON GETTARE VIA E NON LASCIARE RIFIUTI AI BIVACCHI!!!
Negli ultimi anni Il Nose é stato rivalutato come difficoltà d'insieme tanto che oggi risulta essere più impegnativo di Zodiac. Non sottovalutatelo mai e se vedete molte cordate in parete non partite senza una portaledge con tendina e provviste abbondanti.
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