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Click for zoom 149781 BytesCi sono voluti 5 anni di lavoro di 30 persone che con la loro passione, dedizione e professionalita’ hanno permesso la realizzazione di questo doppio DVD. Ci sono 10 films e 4 video extra per un totale di 3 ore e mezza di video – tutti i films hanno una versione in Inglese – l’audio e il 5.1 Dolby Sourround – all’interno del box c’e’ un booklet di 16 pagine con foto e alcuni brevi racconti inediti. I films sono indipendenti e a bassissimo budget – sono stati prodotti e finanziati tutti dal sottoscritto che si e’ avvalso della professionalita’ di personale esperto come Marco Spataro, Davide Grimoldi, Luca Bich e i suoi collaboratori de l’Eubage, Anne Maryse Newmann, Christian Thoma e molti altri. Lavori come questo non sono fatti con l’intento o con la prospettiva di lauti guadagni – ci mettiamo solo la nostra passione e speriamo che il nostro lavoro possa divertirvi ed emozionarvi.
Elenco punti vendita

Zodiac A3 El Capitan 1995
Tornato a casa sognavo spesso il viaggio verso Ovest che mi portava a Yosemite e mi svegliavo con una voglia incredibile di essere la’. In vita mia non ero mai stato attratto cosi’ profondamente dalle cose materiali come era ora per Yosemite. Non sapevo spiegare a me stesso il perche’ questo posto avesse un enorme energia attrattiva.. Penso di essere sempre stato una piccola parte integrante di quella valle solo che fino al 1995 non lo sapevo…

Sea of Dreams A5 El Capitan 1997
Dopo essere sceso da El Capitan le mie mani sono molto rovinate e sporche. Mi dispiace quando tra qualche giorno ritorneranno pulite. Sono un qualcosa che mi distingue dagli altri. Testimoniano che ho fatto il Capitan; che ho lottato contro questo gigante di pietra. Sono un segno, e quando ritorneranno pulite sara’ come perdere qualcosa…

Winds of Change A5 (solitaria) El Capitan 1998
Sono solo. Veramente da solo. E’ da ore che sono avvolto dalle nuvole e non vedo il mondo circostante. Non sento rumori provenienti dalla civilta’, sento solo quello della pioggia. In otto giorni di parete, avevo scalato 10 tiri di corda e le difficolta’ ormai erano superate quando fui obbligato dal grande freddo e dalla neve che cadeva abbondante, ad iniziare la discesa…

Tempest A4 El Capitan 2001
El Capitan al tramonto. Appena arriva il buio la parete si illumina di tutte le lampade frontali degli scalatori che si apprestano al bivacco. E’ emozionante vedere questo spettacolo e soprattutto pensare che fino a qualche giorno fa anche noi ne eravamo parte…

B.A.T. A3 Caporal 2003
Il suo nome e’ B.A.T. (Basically Absurd Technology ) Assurda Tecnologia Fondamentale. Ho pensato a lungo a questa via. L’ho immaginata e poi sognata come si fa con le grandi salite perche’ presagivo la bellezza e la grandiosita’ di quella linea che stava nascendo dalla mia fantasia…

El Capitan
L’ho scalata quella parete ed e’ stato dolce come l’amore per una donna solo che chiaramente era diverso – questa era una parete non un essere umano – ma i miei pensieri erano fissi la’. Ad ovest, molto ad ovest esisteva una cosa che volevo di nuovo tra le mie mani. Negli anni seguenti sono tornato su El Capitan sei volte…

La Valle dell’Orco
Aveva tutte le carte in regola rispetto ad altri posti: in linea d’aria e’ vicina a casa, poi mi piace il posto, il suo passato e il suo presente. E’ un luogo che si addice al senso del mio progetto, perche’ e’ rimasto fermo nel tempo. Quando t’incammini nella valle, oltrepassi una barriera invisibile, entri in un altro mondo…


YOSEMITE

Click for zoom 140124 BytesYosemite parla di come ho vissuto questa mia ultima esperienza sulla parete di El capitan dove ho scalato la via Tempest che io considero la “Magic Line” di questa parete. Si vedra' come ho vissuto e ideato nella mia mente questa scalata molto difficile e raccontero' due dei molti sogni fatti quando ero appeso sulla parete con molti metri di vuoto sotto di me. Questo film vuole far capire non soltanto l’aspetto tecnico della scalata ma far vedere questo mondo particolare con l’occhio dell’arrampicatore che e' allo stesso tempo anche il regista del film. Yosemite e' un mondo complesso fatto di mille particolari e sfaccettature che lo rendono unico e che crea nella mia mente un insieme di sensazioni e ricordi che ho cercato di introdurre nel film . Non e' solo importante scalare El Capitan ma essere coscienti che questa meravigliosa parete si trova all’interno di Yosemite che e' un parco naturale ed e' un luogo che io oso definire magico.

Yosemite parla dell’uomo e dei suoi sogni. Realizzare i propri sogni sara'l’ultima frontiera dell'uomo. L’alpinismo non avra' mai fine finche' nella mente dell’uomo che accetta la sfida della scalata ci sara' fantasia, buon senso, etica e rispetto.
Il sogno e' il principale “motore” che ci spinge ad andare oltre noi stessi perche' e' la prova dell’esistenza di qualcos’altro, ed esso, legato all’immaginazione e alla fantasia ci fa capire quanto sia indispensabile nutrircene per raggiungere la piena e profonda conoscenza di noi stessi. Yosemite e' quello che io ho sognato per molto tempo ed e' quello che ho cercato di far capire nel film.

Questo film e' costato 16 mesi di riprese tra Valle D’Aosta e California per un totale di 50 ore di video girato. Tre mesi di montaggio al computer con i ragazzi di l'Eubage e un mese per comporre le musiche eseguite poi da dieci musicisti diretti dal bravissimo Christian Thoma. Devo questo film ad un team di ragazzi tutti Valdostani. Chiaramente non va dimenticato Marco Spataro che con la sua pazienza e professionalita' mi ha dato una mano fondamentale alla realizzazione di “Yosemite”. Insomma questo film, rappresenta per me una grande avventura passata tra mille problemi e pericoli ed e' diventata una bella storia che mi ricordero' sicuramente per tutta la vita.

Questo film e' stato premiato al Film Festival Ciudad de Santander " Premio Radio Santander SER" nel Giugno 2002 in Spagna.

Questo film e' stato premiato al Bilan del Film Valdostano 2004; Secondo premio della giuria.

Leggi la recensione nel sito Intraisass

Copyright 2003 Valerio Folco


BIG STONE

Click for zoom 56059 BytesIl premio speciale della Giuria per la migliore opera di autore Italiano é stato assegnato a:
BIG STONE di Valerio Folco (Italia)
“ Un film di un giovane autore che interpreta lo spirito di una arrampicata estrema con gioia di vivere e grande preparazione tecnica. L’Autore e protagonista traccia sulla difficile via “Reticent Wall” su el Capitan con il suo compagno americano un duplice percorso, realizzando una cordata ideale sia sul piano umano che tecnico”.
Maggio 2000
Motivazione della giuria internazionale che ha premiato Big Stone al 48° Festival del film di montagna di Trento.

Nascita e realizzazione di BIG STONE

L’idea di fare questo mi film nasce nella mia mente agli inizi del 1999. Mi sembrava un’idea pazzesca solo il fatto di andare a scalare Reticent Wall che é definita come la via di artificiale più difficile del mondo, figuriamoci farci sopra un film. Quando ti appresti ad organizzarti per salite così difficili sei preso da mille pensieri e dubbi. Queste arrampicate sono molto pericolose e dalla dubbia riuscita. Non so mai con quale genere di passaggi e situazioni devo confrontarmi e questo mi rende sempre molto inquieto. Oltre a tutti questi problemi dovetti sborsare un bel po’ di quattrini per comprare una video camera nuova e rompere le scatole ad un mio amico per farmi prestare la sua perché l’idea che mi era venuta consisteva nel filmarci tra noi componenti la cordata e assoldare una terza persona che si doveva calare dai mille metri della parete per filmarci sugli ultimi tiri che erano anche i tiri chiave della via. Ho anche una macchina foto compatta e rullini di diapositive in gran quantità. La partenza per gli USA é stabilita per il 25 Maggio ma in verità sono pronto gia ad Aprile. Ho reperito informazioni tecniche sulla via da alcuni amici Spagnoli e Americani. Il mio compagno di arrampicata é Tom McMillan di San Rafael, mentre il terzo ragazzo con il compito di fare le foto e le ripreseo é Tuan Luong di San Francisco. Una volta arrivato in Yosemite iniziamo subito la via. Ripetiamo più volte le prime lunghezze di corda in modo da farci riprendere dall’alto da Tuan e così facendo ci sobbarchiamo doppio stress e doppio lavoro. Una volta partiti per la via e per così dire abbandonato il mondo orizzontale, rimaniamo solo io e Tom a riprenderci a vicenda con la videocamera come se non bastassero i mille problemi che gia abbiamo scalando questa parete. Rimaniamo appesi senza mai più ridiscendere per ben 10 giorni. Viviamo in parete arrampicando tutto il giorno e dormendo su un piccolo lettino chiamato portaledge che é la nostra piccola oasi orizzontale. All’inizio della via rimaniamo chiusi per 48 ore dentro alla tendina da parete a quasi 400 metri da terra, a causa di una perturbazione che scaricherà pioggia e neve in gran quantità. A parte questo la scalata continua anche se le difficoltà sono altissime. Arrampichiamo quasi tutti i giorni dalle 6 di mattina fino a mezzanotte riuscendo, in questo lasso di tempo e quando ci va bene, a salire solo 100 metri di parete. Dopo i primi giorni ci abituiamo a riprenderci quasi in maniera automatica anche se solo per pochi minuti alla volta perché abbiamo solo due batterie che ci devono bastare per tutta la salita tanto che di notte, per preservarle dal freddo le tengo con me dentro al sacco a pelo. Tuan Luong nel frattempo ci osserva dal basso con il binocolo (la parete é alta 1000 metri) e quando vede che siamo prossimi alla vetta si incammina per un giorno intero lungo il sentiero che lo porterà all’uscita della nostra via. Le macchine che usammo furono due Mini DV digitali e facemmo, solo sulla via, quasi 5 ore di riprese. Mi ricordo una cosa che solo adesso posso ritenere un po’ buffa: sul penultimo tiro che é tra l’altro quello più difficile e valutato A5, dovetti rimanere un’ora e mezza appeso ad una piccolissima scaglietta di roccia che avevo agganciato con un piccolo hook, per aspettare Tuan che non riusciva a trovare il posto giusto da cui calarsi per incominciare le riprese. Mi ricordo che con la corda di servizio mi tirai su da mangiare e da bere e mi “godei” per così dire il mio piccolo momento di “relax”. Ma Tuan alla fine sbuca dal bordo della parete, 100 metri sopra di me e si cala sopra le nostre teste per filmarci sulle ultime due lunghezze di corda che stiamo nel frattempo arrampicando. Filmerà la nostra uscita in vetta e mi riprenderà sul tiro chiave della via che risulterà essere il penultimo e il 20° da terra. Il giorno seguente scendiamo con i nostri sacconi sulle spalle dimagriti e stanchi ma estremamente felici di quello che eravamo riusciti a fare.

Tornato a casa mi faccio un’idea più precisa di quello che sarà l’ossatura del film e così inizio una nuova serie di riprese aiutato da molti amici tra cui Paolo Pieroni, Rudy Buccella e Jacopo Bufacchi che mi riprenderanno in alcune scalate sul Monte Bianco. Alla fine di Agosto mi ritrovo così con quasi 10 ore di riprese da cui devo estrarre solo 30 minuti. Inizio a visionare tutto il materiale e a selezionare quelle scene che mi colpiscono di più. Impiego più di un mese per fare questo lavoro dopodiché con Ivan Gerbore di S. Pierre iniziamo il montaggio di quella che sarà la prima versione di Big Stone che allora durava 48 minuti. Per finire il lavoro in maniera soddisfacente devo abbassare ancora la durata ad un massimo di 30 minuti e registrare delle musiche con i diritti assolti.
Quest’ultimo lavoro lo compio da un amico di Milano che con il computer ottimizza il primo montaggio rendendo Big Stone un piccolo capolavoro: siamo alla fine di Settembre 1999; dopo 9 lunghi mesi di duro lavoro, posso finalmente dire che questa mia personale avventura é terminata.

RIASSUNTO DEL FILM
Big Stone parla di arrampicata su roccia. Ci sono scene di arrampicata in falesia ( 8A ), di bouldering e scene di arrampicata sul bellissimo granito del Monte Bianco. Tutto questo posto a preparazione per scalare Reticent Wall che é il vero soggetto del film. Ci si sposta poi in U.S.A. con alcune scene di vita a Camp 4 e arrampicata sui massi e sulle fessure della valle di Yosemite. Ci sono anche delle scene della mia solitaria su una via di A5 sempre su El Capitan per poi finire con la documentazione della salita di Reticent Wall sempre su El Capitan che é la parte più importante del film stesso.

TITOLO BIG STONE

Regia e soggetto: Valerio Folco
Musica :Sound Ideals
Realizzazione video e montaggio: Video Design (MI)
Produzione:Valerio Folco (AO) 1999

El Capitan é la parete-mito per eccellenza. E’ un sogno che prima si costruisce nella propria mente e poi si concretizza sotto le tue mani e sotto i tuoi piedi. Abbiamo passato molto tempo ad immaginare come sarebbero stati i passaggi e le lunghezze di corda più difficili e pericolose. E ora siamo finalmente qui, sulla cima di questa montagna, stanchi e denutriti dai dieci giorni passati in parete, inseguendo questa linea di salita fatta di fessure superficiali e a volte quasi inesistenti. Siamo rimasti appesi al nulla; abbiamo sofferto e ci siamo aiutati a vicenda; abbiamo cercato di costruire una cosa per noi irripetibile. Ora siamo qui per raccontarvela nella speranza di riuscire a costruire nuovi sogni in ognuno di voi.

Copyright 1999 Valerio Folco



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